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Galleria

Maria Augusta Cavalieri, copertina per Mad H. Giraud (Marie Madeleine Gélinet), Otto giorni in una soffitta, «Biblioteca dei Miei Ragazzi», Firenze, Salani, 1931. Tempera su cartoncino, 32,5x44,3 cm.
Adriano Minardi, copertina per Albertina Palau, Maghi e fate, «Biblioteca Salani Illustrata», Firenze, Salani, 1910. Tempera su carta, 33x24,6 cm.
Simona Mulazzani, copertina per Luis Sepùlveda, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, Milano, Salani, 1996. Acrilico su carta, 34x31 cm.
Anonimo, copertina per Herbert George Jenkins, Patrizia Brent, zittella, «Collezione Salani Romanzi», Firenze, Salani, 1926. Prova di copertina, 13x11,8 cm.
Carlo Chiostri, tavola fuori testo per Tommaso Catani, Marchino. Avventure di un asino, «Collezione Salani per i Ragazzi», Firenze, Salani, 1914. Acquerello su carta, 27,7x19,9 cm.
Tullio Pericoli, Senza titolo, 1997. Acquerello e inchiostro su carta, 57x38 cm. Disegno utilizzato come tavola fuori testo per Jean Giono, L’uomo che piantava gli alberi, Milano, Salani, 1998.
Giorgio Tabet, copertina per Herbert George Jenkins, Patrizia Brent, zittella, «Biblioteca delle signorine», Firenze, Salani, 1952. Tempera su cartoncino, 33x21,5 cm.
Carlo Chiostri, tavola fuori testo per Tommaso Catani, La formica nera, «Collezione Salani per i Ragazzi», Firenze, Salani, 1925. Acquerello su carta, 22,8x17,8 cm.
Domenico (Mimmo) Paladino, copertina per Ovidio, Le metamorfosi, Milano, Salani, 2012. Acquerello su carta, 28x21 cm.
Alberto Micheli, copertina per Jean Rameau, La Via azzurra, «Collezione Salani Romanzi», Firenze, Salani, 1935. Acquerello su carta, 23x18,1 cm.
Fiorenzo Faorzi, tavola fuori testo per I nani di Biancaneve, «Grandi Piccoli Libri», Firenze, Salani, 1939. Tempera su carta, 22,1x17 cm.
Gianni De Conno, copertina per Silvana De Mari, L’ultimo Elfo, «Gl’Istrici», Milano, Salani, 2004. Acrilici su carta, 45 x 30 cm.
Fiorenzo Faorzi, tavola fuori testo per Collodi (Carlo Lorenzini), Pinocchio, Firenze, Salani, 1954. Tempera su cartoncino, 37x26 cm.
Fiorenzo Faorzi, copertina per Biancaneve e i sette nani, «Grandi Piccoli Libri», Firenze, Salani, 1939. Tempera su carta, 26,8x38,3 cm.
Serena Riglietti, copertina per Joanne “Kathleen” Rowling, Harry Potter e la camera dei segreti, Milano, Salani, 1999. Acquerello, tecnica mista su carta, 23x33 cm.
Carlo Chiostri, copertina per Johanna Spyri, Heidi, «Biblioteca Salani Illustrata», Firenze, Salani, 1923. Acquerello, china su cartone, 29x22,8 cm.
Fiorenzo Faorzi, tavola fuori testo per Topolino e Pluto, «Grandi Piccoli Libri», Firenze, Salani, 1937. Acquerello su carta, 24,7x20,2 cm.
Carlo Chiostri, copertina per Epaminonda Provaglio, Il cinematografo delle fate, «Biblioteca Salani Illustrata», Firenze, Salani, 1908. Acquerello su carta, 38,5x30,6 cm.
Luisa Spialtini Navarrini, tavola fuori testo per Mazinga. Contro i mostri di inferno, «Grandi Libri di Mazinga», Firenze, Salani, 1979. Pennarello su cartoncino, 26,3x29,4 cm.
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Mostra

Da Pinocchio a Harry Potter. 150 anni di illustrazione italiana dall'Archivio Salani, 1862-2012

Milano, Castello Sforzesco 18 ottobre 2012 - 6 gennaio 2013

Emanuele Luzzati, copertina per Uri Orlev, Com’è difficile essere un leone, «Gl’Istrici», Milano, Salani, 1999. Tecnica mista su carta, 23,2x16,5 cm.
Emanuele Luzzati, copertina per Uri Orlev, Com’è difficile essere un leone, «Gl’Istrici», Milano, Salani, 1999. Tecnica mista su carta, 23,2x16,5 cm.

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Una mostra che nasce da un progetto ambizioso

Giorgio Bacci, assegnista di ricerca presso la Scuola Normale e curatore della mostra, ne racconta la genesi ai lettori dell'Osservatorio Mostre e Musei, evidenziando le principali caratteristiche dell'importante progetto di digitalizzazione che è alle origini dell'esposizione.

Un momento fondamentale nella genesi della mostra è senza dubbio da individuarsi nel 2008, quando il Laboratorio di Arti Visive della Scuola Normale Superiore di Pisa e la Adriano Salani Editore avviarono un ambizioso progetto di ricerca (liberamente accessibile e consultabile all’indirizzo http://www.artivisive.sns.it/archivio_salani.html), che puntava alla digitalizzazione dei bozzetti originali contenuti nell’Archivio Disegni della storica casa editrice, il cui centocinquantenario (2012) era ancora lontano. Tuttavia, era già chiaro quello che sarebbe stato il punto di forza di una eventuale, futura esposizione: la valorizzazione di un tesoro grafico inestimabile, fondamentale per tracciare un profilo della storia dell’illustrazione in Italia a partire appunto dal 1862.

L’archivio della casa editrice Salani, caso straordinario in Italia e in Europa, conserva infatti un patrimonio di circa 30.000 disegni preparatori per edizioni illustrate dalla fine dell’Ottocento agli anni Settanta e Ottanta del Novecento, con alcune appendici che si affacciano sul nuovo millennio, con la celebre collana de «Gl’Istrici» e con l’universalmente conosciuto Harry Potter. Si passa dai primi librettini illustrati a pochi centesimi, grazie ai quali Adriano Salani intraprese la sua prima attività, alle fortunatissime «Biblioteca Illustrata» (1894) e «Biblioteca Economica» (1874), dai «Librini del Cuccù» (1934) alla «Biblioteca dei Miei Ragazzi» (1931), per arrivare alla pastorella più famosa di tutti i tempi, ovvero Heidi, tradotta dallo schermo televisivo sulle pagine, ormai a colori smaglianti, dei libri illustrati. 
Non solo editoria per l’infanzia, ma anche collane dedicate appositamente ad un settore di pubblico costantemente in ascesa, quello femminile, che legge i romanzi della Invernizio alla fine dell’Ottocento nella «Biblioteca Salani Illustrata», proseguendo con la Delly nella «Biblioteca della Signorine» e nei «Grandi Romanzi Salani» negli anni Trenta e Quaranta e gli scritti della Magalì nei «Romanzi della rosa» nella seconda metà del Novecento.

Attualmente, la banca dati Illustratori e Illustrazioni della casa editrice Salani contiene 3.368 volumi, 732 autori, 203 illustratori, 25.701 illustrazioni. In particolare, è stata creata una scheda per ciascun disegno, analizzato nella sua duplice veste di oggetto d’arte (le caratteristiche tecniche e quindi la tipologia di illustrazione, la tecnica, le misure, il supporto, la data di esecuzione)  e di illustrazione libraria (in tal senso sono state acquisite, laddove possibile, le informazioni relative al libro, comprendenti il titolo, la data di pubblicazione e la collana). Ha dunque guidato l’ideazione e lo sviluppo della banca dati la volontà di rendere percepibile fin dal primo approccio con la maschera di ricerca la complessità del disegno come illustrazione, opera d’arte multiforme che si presta a letture incrociate di vario tipo, termometro culturale complesso che può suggerire svariati campi di indagine: dal dato economico utile a ricostruire l’importanza degli illustratori in relazione a quella degli scrittori, ad uno invece puramente artistico, consentendo di vedere concretamente l’evoluzione dell’immaginario figurativo italiano. L’archivio digitalizzato restituisce informaticamente tale complessità affiancando in diverse tabelle i campi relativi all’autore, all’illustratore e al libro, con una sezione, la «galleria», dedicata alla visualizzazione dell’immagine, nel doppio formato ridotto ed espanso. Il database deriva i suoi elementi interamente dall’archivio della casa editrice, preferendo lasciare vuoti i campi laddove non vi sia un riscontro preciso con i dati archivistici. L’obiettivo finale è stato dunque quello di definire uno strumento, il primo di questo tipo in Italia, che sia prima di tutto uno straordinario deposito di immagini utile a delineare una storia dell’illustrazione italiana dell’ultimo secolo.

Tale capillare lavoro d’archivio ha portato alla definizione di un articolato percorso espositivo, leggibile secondo diversi gradi di complessità e approfondimento: dal puro godimento estetico legato alla qualità delle immagini, al suadente richiamo di letture legate al mondo dell’infanzia, fino a preziose riscoperte o nuove interpretazioni. La mostra diventa così un’esplorazione inedita dell’immaginario visivo italiano, attraversando il processo di alfabetizzazione ottocentesco e il ventennio fascista, l’arrivo della TV e lo sviluppo del fotoromanzo, ma anche i personaggi Disney, che  Salani era stato tra i primi ad importare in Italia negli anni Trenta. Cambia la percezione e la nozione di fiabesco, dalle sgargianti e affascinanti fate create dalla penna della Perodi e dagli acquerelli di Carlo Chiostri si arriva alle luminosissime tavole con il robot Mazinga e alle copertine di Harry Potter: dalle prime xilografie che scavano la pagina con segno fermo e duro, attraverso le fotozincografie in grado di restituire almeno in parte la varietà di tocco dell’artista, fino alle rotative capaci di tradurre efficacemente gialli accesi e rossi infuocati. Insieme ai personaggi delle novelle mutano i colori e i tempi di ricezione delle immagini, secondo un meccanismo di lettura delle figure che si fa sempre più veloce, fino alla massima tensione di vignette e impaginazioni derivate direttamente dai moduli grafici dei rapidi fotogrammi dei cartoni animati. Snodo fondamentale è il 1987 (con la Salani ormai parte del gruppo Longanesi grazie all’acquisto di Mario Spagnol), quando irrompono «Gl’Istrici. I Libri che pungono la fantasia», a cura di Donatella Ziliotto con l’attiva partecipazione di Mario Spagnol stesso, collana che ospita titoli e autori stranieri di primissimo piano: da Roald Dahl a Astrid Lindgren, da La fabbrica di cioccolato a Pippi Calzelunghe, i libri occupano la fantasia di bambini e ragazzi (ma anche adulti), grazie anche alla qualità dell’apparato illustrativo, dove compaiono grandi nomi del panorama nazionale e internazionale. In chiusura, non potevano naturalmente mancare le sette copertine di Harry Potter, opera di Serena Riglietti, che accompagnano il visitatore all’uscita della mostra e alle postazioni informatiche, dove è possibile consultare il progetto di digitalizzazione.

(dalla premessa al catalogo della mostra, a cura di G. Bacci, Milano, Salani, 2012)

 

Autore/autrice scheda: Giorgio Bacci