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Mostra

Andrea Palladio e la villa veneta: da Petrarca a Carlo Scarpa

Vicenza, Museo Palladio 5 marzo 2005 - 3 luglio 2005

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IN VISTA DI UN MUSEO: MOSTRA E TERRITORIO
La mostra è la chiave di volta di un articolato progetto, che porterà alla nascita del Museo della civiltà della villa veneta; l'esposizione, molto più di una semplice cassa di risonanza, funziona come officina di sintesi delle ricerche del Centro Internazionale di Studi di Architettura "Andrea Palladio", che costituiranno le basi scientifiche del nuovo museo.

Stretto è il legame con il territorio, non solo per la valorizzazione delle emergenze artistiche, ma soprattutto per la rilettura dei fenomeni di antropizzazione della campagna veneta, che dai primi insediamenti delle ville conducono sino all'odierna industrializzazione. Il tentativo di risalire la china dei secoli e di ricostruire il rapporto tra residenze extraurbane e sfruttamento agricolo ha dunque portato a proiettare le architetture palladiane sullo sfondo della società che le ha concepite.

 

ANATOMIA DI UN'ESPOSIZIONE
Parlare di "mostra di architettura" tout court significherebbe pertanto sminuire la portata dell'evento vicentino. Rielaborando una felice impostazione a suo tempo delineata da James Ackerman (Palladio, Harmondsworth 1966), l'esposizione da un lato ripercorre acutamente la genesi di un genere architettonico, la villa veneta del Cinquecento, attraverso stringenti confronti tra modelli di edifici palladiani e disegni da fabbriche antiche e moderne; dall'altro mira a coniugare i caratteri originali delle ville con la realtà culturale, sociale ed economica, muovendosi tra gli orizzonti commerciali dei committenti, le condizioni dei contadini, l'assetto amministrativo delle campagne, etc.
Prodotto di una strategia di comunicazione visiva piuttosto che scritta, la rievocazione del contesto storico è spesso sottratta ai consueti pannelli didattici, e delegata a oggetti e immagini "parlanti", capaci di esprimere temi in modo immediato - dalle matasse in seta grezza agli eloquenti ex-voto. Non sempre tuttavia la scelta dei documenti risulta puntuale e comunicativa, e in alcuni casi appare anzi dispersiva; come pure non raggiunge l'efficacia retorica delle sale palladiane l'appendice finale, che sintetizza con pennellate troppo rapide l'evoluzione della villa dal Settecento al Novecento, senza mettere in luce continuità e fratture del tema.
Uno stratagemma didattico riuscito è invece il "Gioco della villa", ideato perché il visitatore, montando piccoli blocchi da costruzione di differente forma e colore, possa sperimentare e comprendere il peculiare sistema di progettazione di Palladio.
Stimolo a sperimentare con mano il secolare insediamento umano nella campagna veneta è inoltre la creazione di una capillare rete di itinerari tra le ville del territorio, concepita perché il visitatore possa verificare e approfondire i contenuti dell'esposizione vicentina.

 

Autore/autrice scheda: Daniele Rivoletti


Nome dell'evento: Andrea Palladio e la villa veneta: da Petrarca a Carlo Scarpa

Comune: Vicenza

Provincia: VI

Regione: Veneto

Responsabili scientifici

Guido Beltramini e Howard Burns

Enti promotori

Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione del Veneto, Centro Internazionale di Architettura "Andrea Palladio", Istituto Regionale "Ville Venete"

Responsabili allestimento

architetto Aldo Cibic

Altri servizi

 sistema di itinerari turistici integrato nel biglietto della mostra, progetti didattici per le scuole
    

Genere/i: architettura

Classi di oggetti esposte: dipinti, disegni, documenti, libri, monete e medaglie, plastici e modelli, sculture, stampe

Area espositiva: numero degli ambienti: 13 sale

Catalogo

Andrea Palladio e la villa veneta. Da Petrarca a Carlo Scarpa, a cura di G. Beltramini e H. Burns, Marsilio, Venezia 2005