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Mostra

Girodet 1767-1824

Parigi, Musťe du Louvre 22 settembre 2005 - 2 gennaio 2006

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UN MANIFESTO: LA RIVOLTA DEL CAIRO
Il grande vestibolo circolare accoglie il visitatore, appena sceso dalla scalinata d'accesso, con un'opera emblematica della carriera artistica di Girodet, La Rivolta del Cairo, grande tela di cinque metri per oltre tre d'altezza dipinta nel 1810 per Napoleone. Destinato alla Galleria di Diana nel Palais des Tuileries, il quadro evoca uno degli episodi più sanguinosi della campagna d'Egitto: la repressione della rivolta del Cairo e il massacro dei mamelucchi nella grande moschea di Al-Azhar del 21 ottobre 1798. Girodet, non disponendo di documentazione e testimonianze precise, immagina quell'episodio cruento di concitazione e morte, senza tuttavia glorificare i combattenti francesi. La tela restò esposta nella Galleria di Diana appena un anno, per essere poi dimenticata: l'autorità imperiale, non potendo riconoscervisi, preferì assecondare l'indignazione dell'Imperatrice alla vista della testa mozzata di un dragone francese, della nudità integrale del guerriero orientale e della sensuale mollezza del giovane mamelucco morente.
È proprio questo impatto con la violenza e la sensualità, trattate in modo del tutto insolito ed ambiguo, a introdurre il visitatore in un percorso alla scoperta dell'opera complessa e spiazzante di Girodet.

 

CRITERI
Dal vestibolo, la mostra si snoda in 21 sezioni che offrono al visitatore 142 opere disposte con criterio cronologico. Grazie ad alcune parentesi tematiche il visitatore ha però la possibilità di arricchire progressivamente la propria comprensione del mondo dell'artista, dove pittura, poesia, letteratura, storia, politica e vita privata si intrecciano indissolubilmente.
Vissuto a cavallo di due secoli, tra l'Ancien régime di Luigi XV, la Rivoluzione, il Direttorio, il Consolato e l'Impero, e morto sotto la Restaurazione, Girodet è uno di quegli artisti cresciuti in momenti di transizione storica che sfuggono alle facili etichette: Neoclassico o romantico? Rivoluzionario o restauratore? Pittore o poeta? È proprio con la consapevolezza di questa complessità che la mostra è concepita, senza pretese di riduzioni a schematismi e inquadramenti, ma con la capacità di suggerire il mutare dei motivi che un secolo ha traghettato all'altro.

 

LA POETICA DI GIRODET
Particolarmente riuscito è il tentativo di far comprendere il ruolo fondamentale della poesia nell'arte di Girodet, autore di alcuni scritti fra cui Le Peintre, un poema cui ha affidato il suo pensiero estetico. Strenuo sostenitore di un'arte capace di fondere poesia e pittura, Girodet fu poco apprezzato proprio a causa del complesso significato allegorico e filosofico celato nei suoi dipinti: il suo intellettualismo lo fece addirittura accusare di freddezza dai suoi contemporanei. Un simile giudizio ha pesato sulla comprensione della sua opera fino a non molti anni fa, quando si è cominciato a valutarlo non solo come un allievo di David in possesso di una tecnica pittorica perfetta e raffinata, ma anche come autore dotato di una propria poetica.

 

Per l'approccio al mondo estetico di Girodet è cruciale l'esposizione di opere quali Le Sommeil d'Endymion (1791), che segna una rottura con una pittura esclusivamente mimetica, o come L'Apothéose des héros français morts pour la Patrie pendant la guerre de la Liberté (1801), il cui sofisticato soggetto (la glorificazione dei combattenti francesi da parte del poeta Ossian) fu poco apprezzato dal generale Bonaparte. In Une scène de déluge (1806) la terribilità del tema riscosse critiche a causa dell'espressione parossistica delle passioni, che è resa attraverso i corpi nudi. Pygmalion et Galatée (1813-1819), esito di un lungo travaglio del pittore, ne esemplifica anche le sfortuna critica.

 

Non possono essere dimenticate, tra le altre, le sezioni dedicate alla ritrattistica di Girodet, alla grande tela di Atala au tombeau (1801), ispirata al romanzo di Chateaubriand, e ai numerosi disegni, come quelli preparatori per le tavole delle edizioni di Virgilio e di Racine.

 

ALLESTIMENTO
L'allestimento, impeccabile dal punto di vista della presentazione, dell'illuminazione e della protezione delle opere, ha potuto contare anche su un ricco apparato didascalico: ogni sezione dispone di pannelli in tre lingue (francese, inglese e spagnolo) e quasi tutti i pezzi esposti sono corredati da una breve nota esplicativa.

 

Autore/autrice scheda: Veronica Carpita