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Desiderio da Settignano: la scoperta della grazia nella scultura del Rinascimento

Firenze, Museo Nazionale del Bargello 22 febbraio 2007 - 3 giugno 2007

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Desiderio modella il marmo come tiepida cera e lo spinge ad esiti di sensibilità atmosferica che incanteranno Leonardo da Vinci: alla valorizzazione di questi aspetti mira l’allestimento della mostra, attento all’illuminazione dei rilievi e scrupoloso nel collocare le sculture a tutto tondo entro vetrine visibili da ogni lato. Sebbene l’ordinamento dei pezzi sia cronologico, alcuni accostamenti intelligenti rivelano che l’artista inventò e perfezionò nuove tipologie, come i celeberrimi busti di fanciulli.
I pannelli delle pareti, integrati da brevi didascalie, illustrano la soluzione dei curatori per ciascun tema rilevante, a partire dalle relazioni con l’opera di Donatello; il tutto è raccolto in un bel depliant illustrato. Con il biglietto della mostra, il visitatore può accedere gratuitamente alle basiliche di Santa Croce e San Lorenzo e ammirare il Desiderio monumentale nella Tomba Marsuppini e nell’Altare del Sacramento.

 

No La raccolta di opere così elette entro un ambiente dai colori pastello può dare un’immagine edulcorata dell’opera di uno scultore del Quattrocento. Manca insomma un po’ di colore – magari quello delle repliche policrome in stucco e cartapesta che tanta parte costituiscono dell’attività di una bottega rinascimentale fiorentina (ma a ciò compensa in parte la visita al museo). Legittima, anche se fin troppo sottile, la distinzione fra invenzione (donatelliana) ed esecuzione (di Desiderio) avanzata in mostra a proposito del San Giovannino e dello stemma Martelli.

 

Conclusioni Mirata e compatta, la mostra mantiene ciò che promette, è sostenuta da una solida impostazione critica e lascia al visitatore un sensazione di reale appagamento estetico. Se il flusso turistico lo permette, si ripete volentieri una seconda volta il giro.

 

Autore/autrice scheda: Gabriele Donati