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Silvestro Lega. I Macchiaioli e il Quattrocento

Forlė, Musei San Domenico 14 gennaio 2007 - 24 giugno 2007

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La mostra presenta tuttavia non solo il mondo dell'intimità domestica ottocentesca, dove giochi fanciulleschi (Le bambine che fanno le signore di Lega) e momenti di raccoglimento familiare (Il canto di uno stornello ancora di Lega) compongono quadri sociali rassicuranti, ma anche l'impegno risorgimentale (varie opere di Lega, Fattori e Signorini) e la serena vita contadina, colta nei vari attimi della giornata.

 

No L'esposizione mostra fin dal titolo i segni di un'ambiguità progettuale: siamo di fronte ad una rassegna monografica su Silvestro Lega e, allo stesso tempo, ad un tentativo di ricognizione che considera il ‘movimento' dei Macchiaioli nel suo complesso. Questa indecisione si riverbera poi sull'allestimento, nel quale l'ordinamento per filoni tematici (i fermenti risorgimentali, la rappresentazione del mondo della campagna, i ritratti, l'interno ‘borghese') confligge talora con quello cronologico, riuscendo a tratti poco convincente.

 

La sezione introduttiva curata dallo scomparso Piergiorgio Brigliadori (purtroppo assente in catalogo) è eccellente: documenti eterogenei (riviste ‘popolari' dell'Ottocento, fotografie e oggetti personali) rievocano efficacemente il contesto storico e micro-storico, soffermandosi su aspetti di solito trascurati nelle mostre di questo tipo, come il progresso tecnico e scientifico, ma anche la vita delle campagne e quella forma diffusa di cultura che è l'immaginario comune. Efficace e semplice il video-presentazione iniziale, che indirizza la curiosità del visitatore verso la tesi espressa dal titolo e lo invita a considerare insieme ai Macchiaioli opere realizzate a più di quattrocento anni di distanza.

 

Conclusioni I meriti di questa mostra sono molteplici. Certamente siamo di fronte ad alcuni dei maggiori capolavori macchiaioli (tra gli altri, il bellissimo Ponte sull'Affrico a Piagentina di Signorini), anche se si avverte la mancanza di un'opera come Cucitrici di camicie rosse di Borrani, esempio tra i più alti della sintesi tra studio del Quattrocento e impegno risorgimentale. Un grande merito dei curatori è poi quello di argomentare la tesi dell'ispirazione rinascimentale di parte della “pittura di macchia” attraverso confronti molto chiari, anche se condizionati dai prestiti disponibili.

 

Autore/autrice scheda: Giorgio Bacci