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Mostra

André Derain

Ferrara, Palazzo dei Diamanti 24 settembre 2006 - 7 gennaio 2007

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La mostra, curata da Isabelle Monod-Fontaine, raccoglie ottantanove opere (per lo più dipinti, ma anche disegni, incisioni, sculture e ceramiche), allestite con equilibrio nelle dodici sale di Palazzo dei Diamanti.

 

Sono tanti i punti di forza dell'esposizione ferrarese: dapprima la grande sala fauve, sferzata dal bagliore delle vedute di Londra e dalla violenza cruda della Danseuse seduta; poi il gruppo splendido delle nature morte, ove - spento il clamore espressionista - Derain lascia che lo sguardo affondi entro la coscienza degli oggetti, tenendosi però a un passo dalla scomposizione di Picasso e Braque. ndimenticabile la sala con le figure del 1913-1914, che obbliga ad una seria riflessione sulla cronologia dell'arte europea, tale è l'anticipo di certi ritratti (Ragazza in abito nero, Lucie Kahnweiler, Le due sorelle) su ogni altro ritorno e recupero di forma.

 

Meritano infine d'essere segnalati alcuni dipinti più tardi, nudi femminili e nature morte scalati tra il terzo ed il quarto decennio, vaste e cupe visioni turbate da luci sottili e improvvise.

 

No
Nell'equilibrio generale della mostra il momento d'avvio, precedente l'epoca fauve, appare alquanto compresso entro la prima piccola sala. Un poco dilatato, di contro, è lo spazio dedicato alla produzione degli anni Trenta, che raramente raggiunge le quote altissime del migliore Derain.
Conclusioni
La mostra di Ferrara offre un'occasione rara, se non unica, per conoscere l'intero percorso di André Derain. Costruita con molti prestiti internazionali prestigiosi, l'esposizione può contare su un allestimento impeccabile e su un percorso di visita chiaro e godibile.

Autore/autrice scheda: Mattia Patti