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Mostra

Francesco Lojacono, 1838-1915

Palermo, Galleria d'Arte Moderna 1 ottobre 2005 - 8 gennaio 2006

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"IL LADRO DEL SOLE"
La Sicilia e i suoi splendidi paesaggi, raccontati dai tocchi di pennello di F. Lojacono, sono al centro di un evento eccezionale, la più grande retrospettiva finora realizzata sull'artista. Ad un cospicuo numero di opere pittoriche provenienti dalle collezioni palermitane della stessa Galleria, dalla Fondazione "I. Mormino" del Banco di Sicilia e dalla Fondazione Whitaker, si aggiunge una ricchissima sezione di opere concesse in prestito da collezioni e musei italiani e stranieri; per questa occasione tornano in Sicilia anche Il duello, custodito presso la Galleria Nazionale di Capodimonte, e L'arrivo inatteso, acquistato dalla regina Margherita nel 1883 per abbellire la sede del Quirinale.

 

L'esposizione racconta Francesco Lojacono dagli esordi della sua pittura fino ai successi che riscosse partecipando con i suoi paesaggi e le sue ampie vedute alle grandi esposizioni nazionali. È rappresentato in mostra anche il suo ultimo periodo "crepuscolare", caratterizzato da paesaggi autunnali che segnano il tramonto di colui che la critica ancora oggi consacra a ragione come "il ladro del sole".

 

FRANCESCO LOJACONO E L'OTTOCENTO SICILIANO
Il percorso si apre con due sezioni tematiche (sale I-II): la prima ricostruisce l'immagine dell'artista attraverso il ricordo dei suoi contemporanei (sono esposti per questa occasione i ritratti realizzati da Ettore Ximenes e, dopo la morte, da Onofrio Tomaselli, Francesco Camarda e Archimede Campini), e dà conto della grande fama di cui Lojacono godette; la seconda intende mostrare, attraverso l'esposizione di una trentina di stampe, i legami profondi tra il linguaggio fotografico e le parallele ricerche della pittura nella seconda metà dell'Ottocento.

 

Seguono cinque sezioni cronologiche dedicate alla produzione artistica del pittore siciliano. Nella prima (sale III-IV) sono esposte le opere più "accademiche" di Lojacono, inquadrabili nel periodo di formazione napoletano (durante il quale l'artista entrò in contatto con alcuni tra i più noti paesaggisti stranieri) e da quello fiorentino (che lo portò a confrontarsi con le nuove sperimentazioni luministiche dei Macchiaioli). In questa sezione sono presenti anche creazioni artistiche di pittori italiani e stranieri contemporanei che con il loro talento hanno reso omaggio ai paesaggi siciliani.
La seconda sezione (sale V-IX) è dedicata alla creazione di un repertorio iconografico consacrato a due particolari soggetti, l'Etna e i paesaggi marini, di cui Lojacono e i suoi colleghi contemporanei seppero catturare, con leggere pennellate e con dovizia di particolari, il fascino e la bellezza.

 

Il secondo piano si apre con la sezione relativa alla stagione più matura del pittore (sale X-XI), che estese la sua imagerie ad altri aspetti dell'isola, ritraendo una Sicilia eterogenea e complessa, fatta di paesaggi pastorali e campagne desolate e nello stesso tempo di scorci cittadini colti, aristocratici e raffinati. È il momento in cui l'artista partecipa alle grandi esposizioni nazionali con opere pittoriche entrate ben presto nelle grandi collezioni pubbliche. Nella penultima sezione (sala XII) sono presentati alcuni dei suoi capolavori (La strada di campagna, L'arrivo inatteso e Dall'ospizio marino) ed opere di Antonino Leto, Ettore De Maria Bergler, Michele Cortegiani, Salvatore Marchesi, Luigi Di Giovanni, che evidenziano il clima di grande fioritura artistica dell'Ottocento siciliano. La sezione conclusiva (XIII-XIV) è dedicata all'ultimo periodo della produzione di Lojacono, caratterizzata da un sentimento panico della natura e dai toni crepuscolari e malinconici dei paesaggi; la mostra si chiude con il celebre dipinto Dopo la Pioggia, eseguito nel 1886 per la principessa Giulia Lanza di Trabia e collocato sin dal 1948 nella sala più grande del palazzo Butera a Palermo.

 

EQUILIBRIO TRA FORME E CONTENUTI
Pregi...

 

La mostra, che è frutto del lavoro attento e scrupoloso di un'équipe di specialisti, risulta molto efficace nella selezione dei pezzi, nella ricostruzione della loro storia e nella restituzione dei rispettivi contesti. Molte opere d'arte sono state sottoposte soltanto in questa occasione ad uno studio approfondito, i cui risultati sono presentati nel catalogo. Il quadro, molto omogeneo, è nello stesso tempo un tributo alla Sicilia, ai suoi caratteri così forti e originali, ai suoi paesaggi incantati ma fatti di piccole cose, con le sue coste frastagliate, alle sue bellezze aristocratiche costellate di costruzioni arabe e di bei giardini.

 

... e difetti della narrazione
1) La seconda sezione, che dovrebbe mostrare gli stretti legami tra pittura di Lojacono e i successi della fotografia ottocentesca, non è pienamente riuscita. La galleria di stampe che la compone risulta poco integrata nel percorso, e soprattutto non offre nessun rimando immediato alle opere di Lojacono. Esporre le fotografie accanto alle rispettive rielaborazioni dell'artista avrebbe fornito all'osservatore una dimostrazione più chiara e più suggestiva del problema tematizzato all'inizio del percorso.
2) più che chiudersi la mostra si interrompe. Il visitatore, appassionato dalla vena narrativa del discorso, rimane deluso dall'epilogo inaspettato e da una chiusa alquanto povera: di fronte al dipinto Dopo la pioggia, unica opera esposta nell'ultima sala, un ascensore lascia intendere la fine del percorso. Forse un itinerario un po' più tradizionale, con una riflessione sulla fama del pittore in vita e post mortem non in apertura, ma piuttosto a conclusione della mostra, sarebbe stato più equilibrato.
Criteri espositivi e comunicazione visiva
Ben riuscito l'allestimento della mostra, attento ai caratteri dei pezzi esposti e per niente invasivo: i dipinti e le fotografie, collocati su pannelli a fondo bianco, ad una giusta altezza da terra e ad una distanza opportuna gli uni dagli altri, sono illuminati mediante faretti a fibre ottiche che offrono una lettura ottimale e alleggeriscono gli spazi-contenitori.
Opportuna la scelta di limitare l'uso della parola all'introduzione delle singole sezioni e alle didascalie esplicative di ogni opera (descrizione, dimensioni, tecnica, datazione, provenienza), cedendo il posto ad un tipo di comunicazione visiva che privilegia un rapporto più diretto e più intimo tra l'osservatore e le creazioni dell'artista.

 

Strumenti alternativi per fare una mostra
Pensata per un pubblico eterogeneo, la mostra concede numerosi strumenti ausiliari a chi ama un percorso più guidato: in biglietteria è possibile richiedere gratuitamente l'audioguida, e alla conclusione della mostra è possibile ricevere ulteriori approfondimenti visitando l'area Sguardi. Percorsi di approfondimento culturale.
Ai più piccoli è riservato invece lo spazio Area bambini. Laboratori per l'infanzia, creato con la consulenza di professionisti del settore per avvicinare i bambini dai 5 ai 10 anni all'arte: il programma prevede una visita guidata alla mostra e un laboratorio didattico dedicato alla rielaborazione delle impressioni ricavate dalla lettura del nuovo alfabeto espressivo.

 

Catalogo o monografia?
All'inizio della mostra, ogni visitatore riceve un pieghevole che, oltre ad illustrare le intenzioni che hanno portato a realizzare questa iniziativa, inquadra in maniera sintetica ma puntuale la pittura di Lojacono nella temperie di rinnovamento artistico e culturale della Sicilia ottocentesca. A conclusione del percorso, gli specialisti del settore e gli appassionati potranno acquistare ad una cifra ragionevole (proporzionata alla qualità del volume e ai contenuti) la pubblicazione della mostra, "un lungo e approfondito lavoro di ricerca che ha 'svelato' inediti contenuti scientifici, sinteticamente anticipati nella presentazione della mostra e successivamente analizzati nel dettaglio nei saggi corredati da documenti o immagini di opere non esposte in mostra, utili a meglio inquadrare la vicenda artistica e biografica del pittore siciliano" (www.francescolojacono.it) . Una monografia ben ragionata e dagli spunti originali, molto più di una piccola guida-catalogo, di cui però si avverte la necessità.

 

Autore/autrice scheda: Alessia Di Martino