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Galleria

Busto Fonseca. Musei Capitolini, Roma.
Ermafrodito Addormentato. Palazzo Massimo, Roma.
Anello con castone in calcedonio (I secolo d.C.). Soprintendenza Beni Archeologici di Napoli e Pompei.
Busto in marmo di Epicureo. Musei Capitolini, Roma
Bambola in avorio dal corredo funerario di Crepereia Triphaena (metà del II secolo d.C.). Musei Capitolini, Roma
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Mostra

Luxus. Il piacere della vita nella Roma Imperiale

Torino, Museo di Antichità 6 settembre 2009 - 31 gennaio 2010 (prorogata al 14 febbraio 2010)

Torino. Ingresso al Museo di Antichità
Torino. Ingresso al Museo di Antichità

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I resti del teatro dell’antica colonia di Augusta Taurinorum, che affiorano di fronte al museo, costituiscono una suggestiva 'introduzione' alla mostra, benché non siano ad essa direttamente connessi. L'inizio vero e proprio della rassegna è invece rappresentato dal busto marmoreo di Epicuro dai Musei Capitolini che, collocato sulla soglia, invita alla lettura della celebre "Lettera sulla felicità", riportata su un pannello alle sue spalle. Il testo, se impegna già da subito ad una prolungata sosta, sollecita una prima riflessione su uno dei motivi centrali del pensiero epicureo: l’aspirazione dell’individuo alla felicità. L’idea di fondo della ricerca del piacere, inteso in questo caso come piacere del ‘buon vivere’, costituisce il leit motiv della rassegna torinese, che intende ricostruire i lussi dell’aristocrazia della Roma imperiale, e non solo di Roma, vista la differente provenienza delle opere esposte. Tra queste alcune, appartenenti a collezioni archeologiche romane o napoletane, risultano già ampiamente note, e non solo agli specialisti: si veda ad esempio il caso del celebre busto Fonseca (Musei Capitolini), scelto fra l’altro come immagine simbolo della mostra.  

In ogni caso il visitatore ha la possibilità di accostarsi, in una visione di insieme, ad eccelsi prodotti di arte e artigianato, molti dei quali sorprendono per la rarità dei materiali e la perizia di esecuzione, ed evocano uno stile di vita profondamente rivolto alla ricerca del bello. Bello che è da intendersi non solo in relazione con i rituali del quotidiano ed il loro sfarzo, ma anche con l’esercizio delle attività intellettuali; ed è proprio intorno a questa dialettica fra mente e corpo che è stato pensato l’intero allestimento. Questo è scandito poi da una trama di citazioni della tradizione letteraria latina, che si infittisce sala dopo sala e dipinge con toni realistici, immediati e sferzanti, il contesto socio-culturale che faceva da sfondo a questo lussuoso modus vivendi.  

Ai ‘piaceri’ della mente è riservata la prima parte della rassegna. Il visitatore si muove fra erme marmoree, maschere teatrali, sculture di chiara fama (come l’Ermafrodito dormiente da Palazzo Massimo o la Calliope da Palazzo Altemps), figure di danzatrici (ragguardevole l’applique bronzea dalla colonia piemontese di Industria) e strumenti musicali, tangibili riferimenti alla passione per la filosofia, la letteratura, il teatro, il collezionismo di opere d’arte, la religione. Particolare risalto è conferito al culto isiaco, con l’esposizione, tra le altre cose, del noto affresco con Arpocrate dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dello splendido toro bronzeo da Industria e di una statua di Osiride, entrambi pertinenti alle raccolte del museo torinese che ospita la mostra.

Il ritmo diviene tuttavia più incalzante nella seconda parte del percorso espositivo, anche per il crescente numero di pregevoli reperti, che si ricollegano ai riti conviviali, alla cosmesi, alla cura del corpo: a questo proposito va segnalata la sala sugli aromata, con una ricca selezione di essenze e profumi, che si fanno sentire anche nelle stanze attigue. Chiude la rassegna il ricco corredo di Crepereia Triphaena (metà del II sec. d.C.), quale testimonianza della consuetudine di circondarsi di oggetti lussuosi anche nel momento ultimo del trapasso alla vita ultraterrena.

Al visitatore è data l'opportunità di fruire nella maniera più agevole del percorso espositivo, grazie ad una segnaletica che lo aiuta ad orientarsi e ad un puntuale corredo di didascalie. Nell'apparato informativo, tuttavia, maggiore spazio si sarebbe potuto riservare all’articolato milieu culturale e artistico in cui si inscrive la produzione di tali pregevoli manufatti, in modo tale da meglio evidenziare le ragioni stesse del vivere luxuriose.

Autore/autrice scheda: Elisabetta Stinco