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Galleria

La sede della mostra
Udine, panorama dal castello
Veduta dell'allestimento
Una delle opere in mostra
Udine, panorama dal castello
Salone d'ingresso della mostra
Udine, Piazza Castello
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Mostra

Il giovane Tiepolo: la scoperta della luce

Udine, Castello 4 giugno 2011 - 4 dicembre 2011

Video iniziale di presentazione della mostra
Video iniziale di presentazione della mostra

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È una bella mostra, quella curata da Giuseppe Pavanello e Vania Gransinigh e organizzata dai Civici Musei di Udine, piena di buone idee.

Anzitutto ottima l’idea di operare una selezione significativa di opere giovanili del Tiepolo proprio nella città dove la sua carriera spiccò il volo grazie agli affreschi per il Palazzo Patriarcale (1726). E se l’invito al visitatore è ovviamente quello di recarsi anche in questa seconda sede, sarebbe un peccato non fermarsi il tempo necessario al Castello.

Perché la scelta ormai divenuta abituale, quella di incastonare la mostra all’interno del percorso museale, a Udine si rivela particolarmente felice. Non è così facile trovarne l’avvio, ma l’attesa, accompagnata dalle opere della collezione del museo, disposte in ordine cronologico nella penombra e nel fresco che ripara dalla calura esterna, non fa che suscitare domande e curiosità, oltre che abituare l’occhio all’arte moderna, cui non necessariamente è familiare.

Così anche chi esperto non è, grazie al percorso di avvicinamento cui è costretto, impara a capire quel che dovrà guardare per comprendere il significato della “scoperta della luce” per il giovane Tiepolo. Progressivamente, quindi, mentre gli occhi si abituano e cercano la linea e il colore luminoso del Cinquecento veneziano, si arriva ai disegni di Tiepolo, sulla sinistra la serie delle mani - che spiccano sul blu dei pannelli -, sulla destra soggetti diversi. Tutti accomunati dall’esser nati dalla luce, vale a dire ricavati dall’osservazione delle linee superstiti in un soggetto osservato/immaginato in un bagno di sole.

E questo si coglie perché pronti, preparati: dal percorso, ma anche dal lungo video in cui Giuseppe Pavanello racconta la storia del Tiepolo giovane, oltre a illustrare quel che in mostra non può esserci, come gli affreschi della villa Baglioni a Massenzago (Pd).

Dopo i disegni si passa quindi nella grande sala dove sono state esposte tutte le opere giovanili che è stato possibile reperire, specialmente da Venezia (in particolare con i magnifici soprarchi dell’Ospedaletto). L’intento è farle dialogare soprattutto con gli affreschi del Palazzo Patriarcale. E qui un piccolo difetto c’è, perché chi si trovasse a non sapere niente di arte veneziana, difficilmente potrebbe cogliere i molti rimandi alla pittura del Cinquecento che stanno alla base, e nel quotidiano tutto attorno, alla formazione del Tiepolo, e quindi per capire davvero la portata rivoluzionaria, l’ironia elegante, l’inventiva inquieta e geniale dell’artista, dovrebbe perlomeno spostarsi a Venezia e farsi un giro delle Gallerie dell’Accademia.

Peccato, perché il difetto si sarebbe potuto evitare piuttosto agevolmente mediante riproduzioni di raffronti possibili, da affiancare alle didascalie (il cui plurilinguismo non dovrebbe più in Italia poter essere opzionale…), o dedicando nel video una sezione a questo argomento, che potrebbe aiutare i visitatori, soprattutto stranieri (quelli che, per capirsi, in maggioranza passano per Udine perché vanno o stanno in montagna, o al mare), non solo a capire meglio, ma anche a volerne sapere di più anche senza comprare lo splendido catalogo.

L'esperienza estetica, insomma, è intensa e ricca di spunti, ma l'approfondimento - certo con intenzione - è stato integralmente demandato al catalogo.

Autore/autrice scheda: Myriam Pilutti Namer