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Galleria

Fra Angelico, Incoronazione della Vergine (c.1432), Galleria degli Uffizi
Paolo Uccello, San Giorgio e il drago (1460), museo Jacquemart-André (Parigi)
Alesso Baldovinetti, Pala di Cafaggiolo (c.1454), Galleria degli Uffizi
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Mostra

Fra Angelico et les maîtres de la lumière

Parigi, Musée Jacquemart-André 23 settembre 2011 - 16 gennaio 2012

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Situato in un bellissimo hôtel parigino di fine Ottocento, il museo Jacquemart-André organizza due volte all’anno mostre su argomenti vari. La rassegna attualmente in corso è strettamente legata alla collezione permanente, ossia alle opere del Rinascimento italiano riunite dalla coppia Nelie Jacquemart e Edouard André. Il museo ha già nel passato proposto mostre sui primitivi italiani (l’ultima nella primavera 2009 con pezzi della collezione Altenbourg).
La mostra presenta ai visitatori cinquanta opere di pittori attivi a Firenze nella prima metà del Quattrocento, intorno alla figura centrale di Fra Angelico. La scelta delle opere è ben equilibrata: i dipinti del Beato Angelico costituiscono metà del catalogo e sono messi a confronto con quelli del suo maestro Lorenzo Monaco, dei suoi contemporanei a Firenze (Uccello, Lippi…) e dei suoi collaboratori (Strozzi, Baldovinetti…).

Se la scelta del titolo della mostra ("I maestri della luce") sembra poco pertinente, la coerenza delle opere esposte è invece indubitabile. I dipinti provengono soprattutto da collezioni italiane (in particolare da Firenze e da Roma, ma anche da Venezia o Pisa), e da musei francesi (tra cui il museo Jacquemart-André stesso, con il San Giorgio di Paolo Uccello o la Nascita della Vergine della Scheggia). Il percorso espositivo è insieme stilistico – poiché mostra come la pittura di Fra Angelico si collochi all’intersezione del gotico internazionale e delle innovazioni nella prospettiva e nei colori –, iconografico e cronologico.

La prima sala mette a confronto opere del maestro di Fra Angelico, Lorenzo Monaco (la predella del museo di San Marco a Firenze con Storie della vita di San Nicola), con libri miniati e tavole dipinte dal giovane Beato Angelico. Sono esposte in particolare due versioni della Tebaide. Le due sale successive mostrano le innovazioni che emergono nella pittura fiorentina, accanto al gotico internazionale, attraverso capolavori di Paolo Uccello (San Giorgio), lo Scheggia (Nascità della Vergine), Filippo Lippi (Madonna con angeli, santi e donatore della collezione Cini a Venezia), Masolino.

Due sale sono dedicate ai pittori che hanno collaborato con Fra Angelico, come Zanobi Strozzi o Alesso Baldovinetti. E’ da notare la bellissima pala di Cafaggiolo di Baldovinetti (Uffizi), commissionata dalla famiglia Medici ed ispirata alla pala di San Marco dipinta dal Beato Angelico una decina di anni prima. La sesta e settima sala esplorano invece la specificità iconografica dei temi mariani e cristologici nell’opera di Fra Angelico. In particolare, l’iconografia della Madonna dell'Umiltà (Madonna dei Cedri, dal Museo Nazionale di San Matteo a Pisa) e la nuova formula di Crocefissione riflettono forme di spiritualità nate nel Trecento, alla cui elaborazione i Domenicani parteciparono attivamente. Fra le opere esposte spicca la sontuosa Incoronazione della Vergine degli Uffizi.

L’ultima sala, dal sorprendente titolo "Capolavori di Fra Angelico" (come se i dipinti visti prima non fossero capolavori), presenta opere di grande formato come l’Armadio degli ex-voto d’argento (dal Museo di San Marco a Firenze) e si conclude con il trittico della Galleria Corsini di Roma (Ascensione, Giudizio finale e Pentecoste) per illustrare il soggiorno romano di Fra Angelico, chiamato in città dal papa Eugenio IV. La mostra, iniziata con opere della giovinezza dell’artista, si conclude quindi con alcune delle sue ultime produzioni.

Bisogna lodare la qualità dei pezzi scelti dai commissari della mostra (Giovanna Damiani e Nicolas Sainte Fare Garnot) e la coerenza del percorso. Purtroppo, come sempre al museo Jacquemart-André, l’esiguità delle sale non è all’altezza del successo presso il pubblico parigino, e dopo una lunga fila per entrare bisogna sgomitare per vedere le opere. Oltre alla scomodità per il visitatore, queste condizioni possono suscitare preoccupazioni per la conservazione dei dipinti, non tutti protetti da un vetro.

 

Per una galleria fotografica dell'allestimento della mostra, si possono vedere diverse immagini in questa pagina del sito dell'esposizione.

 

Autore/autrice scheda: Haude Morvan