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Arnolfo di Cambio, una rinascita nell'Umbria medievale
7 luglio 2005 - 8 gennaio 2006

Arnolfo di Cambio, scultore e architetto due-trecentesco che Giorgio Vasari volle porre accanto a Giotto alla guida della rinascita dell'arte italiana dopo i secoli bui, val bene una mostra. Tentativo tanto più coraggioso dati gli interrogativi posti dalle opere inamovibili, dalle dispersioni, dalla complessità di problemi ancora irrisolti, infine dalla reazione dello stesso pubblico, poco avvezzo alla scultura e all'arte medioevale, di fronte ad un artista meno presente all'immaginario collettivo.

Eureka! Il genio degli antichi
11 luglio 2005 - 9 gennaio 2006

"Beni utili, strumenti vivi, non di metallo, ma di carne e sangue, che mettono in pratica la volontà del padrone. Gli schiavi sono i meccanismi migliori, attivi e versatili, sotto il controllo di qualcun altro [...], gli unici automata veri". Così un Aristotele immaginato da Margaret Doody, ma nemmeno troppo lontano dagli studiosi moderni, spiega la mancata diffusione capillare delle speculazioni meccanico-tecniche antiche, che pure furono di altissima qualità intellettuale. E di certo anche la mostra napoletana va vista senza considerare il sudore e il sangue di nessuno, se non quello di una folta schiera di curatori che hanno accettato di contrastare lo stereotipo di un 'mondo antico senza macchine'. In questo senso, Eureka! è di certo una mostra difficile, in quanto basata su astrazioni e sull'immaginazione necessaria a renderle visibili.

Il rito segreto: misteri in Grecia e a Roma
22 luglio 2005 - 8 gennaio 2006

L'esposizione si propone di avvicinare il pubblico al fenomeno dei culti misterici, analizzandone le ripercussioni culturali e sociali nel mondo antico, attraverso la combinazione di fonti letterarie ed iconografiche. Inoltre l'evento offre alla Soprintendenza Archeologica di Roma l'occasione di riunire oggetti di notevole interesse ospitati nelle diverse sedi del Museo Nazionale Romano, spesso poco conosciuti dal grande pubblico.

Forgotten Empire: the world of Ancient Persia
9 settembre 2005 - 8 gennaio 2006

L'esposizione è il primo risultato di una collaborazione fra il British Museum (affiancato in questa occasione dal Musée du Louvre) e il National Museum of Iran; l'intento è di fornire un quadro completo della civiltà persiana (550-530 a.C.), con uno sguardo all'Iran moderno e contemporaneo.Approfittando della chiusura per tutto il 2006 della galleria dell'antico Iran, il British Museum pone l'accento su di una collezione prestigiosa (basti pensare al tesoro di Oxus, uno dei fulcri della mostra) che subisce tuttavia la concorrenza di sezioni più "gettonate" dai visitatori, come le sculture del Partenone o la collezione egiziana.

Girodet 1767-1824
22 settembre 2005 - 2 gennaio 2006

La stampa francese ha definito il 2005 l'anno di Girodet: il grande evento della mostra al Louvre è infatti accompagnato da altre tre mostre francesi (al Musée Girodet di Montargis, al Musée National du Château de Compiègne e al Musée Magnin di Dijon), da importanti acquisizioni pubbliche di tele e disegni dell'artista e dalla pubblicazione in Italia di un libro di Chiara Savettieri dedicato all'estetica girodettiana. La grande retrospettiva del Louvre conferisce finalmente a questo artista, noto fino ad oggi per essere stato allievo di David, una giusta dimensione nel panorama artistico francese a cavallo fra XVIII e XIX secolo.

Arte all'Arte, 10: Arte Architettura Paesaggio
30 settembre 2005 - 6 gennaio 2006

Nato nel 1996 per iniziativa dall'associazione culturale Arte Continua di San Gimignano, allora poco conosciuta, il progetto di Arte all'Arte ormai giunto alla sua decima e ultima edizione. Rispettando il criterio che aveva ispirato le precedenti occasioni, sei artisti di chiara fama internazionale hanno lasciato nel Senese le loro opere site specific, concepite in perfetta armonia con gli ambienti che le accolgono.

Il ritorno d'Amore: l'Attis di Donatello restaurato
1 ottobre 2005 - 8 gennaio 2006

Un taglio sartorialeQuella del Bargello è una mostra cucita accuratamente attorno ad un oggetto da rivalutare. Rientrato dopo un efficace restauro, l'Attis di Donatello (1435-1445 circa) - uno dei più divertenti tra gli 'spiriti magni' della collezione fiorentina - sarebbe presto stato fagocitato dall'affollamento mondano della sua antica (e prossima) collocazione, e forse oscurato da quei matamoros dei suoi cugini monumentali (Sangiorgi, Battisti intransigenti e minacciosi David). Durante questa pausa di decantazione nella Sala delle Esposizioni la scultura trova invece un'illuminazione mirata ed un'atmosfera raccolta, adatta a valorizzarne le scelte di dettaglio e la ritrovata qualità di scultura polimaterica (oltre che pienamente autografa).La piccola mostra è l'occasione per vedere qualcosa di nuovo e comprensibile senza perdere di vista i grandi nomi e le collezioni permanenti (il biglietto unico e le dimensioni ridotte dell'esposizione consentono di integrarla con la visita del museo). Ce n'è anche per gli specialisti, che non rimarranno delusi.

Francesco Lojacono, 1838-1915
1 ottobre 2005 - 8 gennaio 2006

A novant'anni dalla morte del pittore e a conclusione dei lavori di restauro dei locali dell'ex convento di Sant'Anna, futura sede della Civica Galleria d'Arte Moderna, la città di Palermo offre una grande mostra, in grado di raccontare con garbo e buon gusto il talento e la fortuna di uno dei più celebri paesaggisti siciliani della seconda metà dell'Ottocento.L'esposizione, eccezionale per il numero e la qualità delle opere pittoriche (oltre un centinaio di tele provenienti da diverse sedi museali e collezioni private italiane ed estere, tra cui anche i capolavori delle grandi esposizioni nazionali entrati nelle grandi collezioni pubbliche) ripercorre le tappe più significative del celebre artista, privilegiando un tipo di comunicazione visiva che permette all'osservatore di apprezzare direttamente e senza troppe invadenze verbali il suo cammino evolutivo.

Net Archives: tempo e spazio nell'arte in rete
8 ottobre 2005 - 8 gennaio 2006

"Art as a notion becomes obsolete"Non aspettatevi una 'mostra' nel senso tradizionale del termine: al suo posto solo tre computer, più che sufficienti per ammirare le opere della net art. Il tutto è molto interessante: certo è, che si prova un po' di nostalgia per le tradizionali esposizioni di arte "obsoleta", in cui non si sta inchiodati ad uno schermo ma si gironzola per le sale. 

Corot, natura emozione ricordo
9 ottobre 2005 - 8 gennaio 2006

Frutto di una coproduzione del museo Thyssen Bornemisza di Madrid e di Ferrara Arte, la mostra allestita nelle sale di Palazzo dei Diamanti di Ferrara costituisce un'ottima occasione per conoscere il percorso artistico di uno dei grandi padri della modernità, Jean-Baptiste-Camille Corot.

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