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Archivio mostre


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Annibale Carracci
22 settembre 2006 - 7 gennaio 2007

Bologna propone una rassegna dedicata ad Annibale Carracci (1560-1609), il pittore la cui ricerca figurativa costituì un punto di riferimento indiscusso per quel grand siècle che fu il Seicento romano. La scelta di tele e disegni - gli amatori d'arte non dimenticheranno più il valore autonomo e ineguagliato della costante evoluzione grafica di Annibale - rappresenta bene l'impegno da independent movie director con cui il bolognese attraversò generi e linguaggi diversi, studiando modelli dal vero, dipinti e sculture durante tutto il corso della sua carriera emiliano-romana.

Cina: nascita di un Impero
22 settembre 2006 - 28 gennaio 2007

La mostra romana propone un viaggio attraverso due millenni di arte cinese: l'ampia varietà di reperti provenienti dai complessi funerari monumentali documenta la formazione di un'identità culturale e politica a partire dalla età Zhou fino alla raffinata dinastia Han e ne illustra gli aspetti relativi alla vita, alla morte, alla religione e all'esercizio del potere. La cultura imperiale, frutto della committenza dei sovrani e degli aristocratici, trova le sue forme di espressione più alte nella scultura, nelle arti applicate e nella fusione del bronzo, qui esemplificate da oltre trecento manufatti comprendenti vasi cerimoniali, specchi, monili di giada, lacche e strumenti musicali.

André Derain
24 settembre 2006 - 7 gennaio 2007

A Ferrara è aperta un'ampia retrospettiva su André Derain, figura complessa e importante della pittura europea della prima metà del XX secolo. Dopo l'infuocata esperienza fauve, vissuta al fianco di Matisse e Vlaminck, Derain si fece erede della lezione di Cézanne, operando al contempo un precoce ed acuto recupero dell'arte del passato (i ritratti Fayyüm, l'asprezza della scultura romanica, il segno duro di Cranach, la luce piena di Corot). Amata da molti grandi artisti italiani, la pittura di Derain è tuttora, inspiegabilmente, poco nota.

Laocoonte: alle origini dei Musei Vaticani
18 novembre 2006 - 28 febbraio 2007

La mostra Laocoonte: alle origini dei Musei Vaticani, curata da Francesco Buranelli, Arnold Nesselrath e Paolo Liverani, celebra il quinto centenario dalla scoperta del gruppo statuario del Laocoonte, avvenuta a Roma nel 1506. Giuliano da Sangallo, inviato assieme a Michelangelo sul luogo del ritrovamento, la identificò subito come l'opera degli scultori rodii Agesandro, Atanadoro e Polidoro descritta da Plinio il Vecchio (Naturalis Historia 36, 37-38). Sangallo collegò un reperto con un testo: è un primo esempio di studio archeologico, come ancora lo intendiamo.Papa Giulio II acquistò subito l'opera e la collocò nel cortile del Belvedere, sul livello più alto del colle Vaticano, nel nuovo complesso architettonico disegnato dal Bramante sul modello del tempio della Fortuna Primigenia a Palestrina. Nacque il Cortile delle Statue, nucleo originario dei successivi Musei Vaticani. La statua destò lo stupore dei contemporanei («.Tutta Roma die noctuque concorre a quella casa che li pare el jubileo»), rivoluzionò la nostra percezione dell'arte antica ed influenzò fortemente quella moderna, come racconta la mostra ai Musei Vaticani, dall'accesso gratuito.

Silvestro Lega. I Macchiaioli e il Quattrocento
14 gennaio 2007 - 24 giugno 2007

Traendo spunto dall'opera pittorica di Silvestro Lega (Modigliana, Forlì, 1826 - Firenze 1895), la mostra si prefigge l'obiettivo di ricostruire e presentare il fitto intreccio di legami e suggestioni che caratterizzarono il rapporto dei pittori macchiaioli con l'arte toscana del Quattrocento. Il visitatore troverà accostati dipinti come la Visita di Maria a Elisabetta del Beato Angelico e La visita di Lega, contraddistinti entrambi da un impianto compositivo in cui l'abbraccio delle due donne è inquadrato perfettamente da una luminosa quinta prospettica e delimitato da un arioso scorcio paesistico: esempio lampante di come un modello costruttivo (l'uso sapiente della griglia prospettica) e iconografico (l'incontro tra due figure femminili) potesse essere ‘tradotto' e attualizzato secondo una sensibilità moderna, immediatamente leggibile dal pubblico ottocentesco.

Desiderio da Settignano: la scoperta della grazia nella scultura del Rinascimento
22 febbraio 2007 - 3 giugno 2007

Si tratta della prima monografica dedicata a Desiderio da Settignano (1430c.-1464), raffinatissimo scultore che furoreggiò nella Firenze di metà Quattrocento. La sinergia fra il Louvre, il Museo del Bargello e la National Gallery di Washington è riuscita a radunare pressoché tutti i capolavori trasportabili dello scultore - purtroppo non più di una quindicina di pezzi, dato che egli scomparve a trentaquattro anni lasciando i contemporanei, i Medici in testa, “più che storditi per tanta perdita” (Vasari).

Arturo Martini
25 febbraio 2007 - 13 maggio 2007

Ordinata nelle sale centrali della Galleria Nazionale d'Arte Moderna, la mostra rappresenta il secondo ed ultimo atto di un ambizioso progetto espositivo su Arturo Martini inaugurato qualche mese fa con una prima tappa milanese. La scelta delle due città è ben calibrata: Roma e Milano sono state infatti i due principali centri di produzione e, soprattutto, di diffusione del lavoro dell'artista trevigiano, protagonista assoluto della scultura italiana tra le due guerre.

Sulla via di Alessandro. Da Seleucia al Gandhāra
27 febbraio 2007 - 27 maggio 2007

La via di Alessandro Magno passa per Torino. Può sembrar strano, ma la mostra in corso a Palazzo Madama ha un legame non pretestuoso con il capoluogo piemontese: risorse umane e finanziarie del territorio, coordinate dal Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino (nato nel 1963 dall'impegno congiunto dell'Università, del Comune e della Provincia di Torino), sono infatti impiegate da anni in indagini archeologiche nel continente asiatico. L'esposizione, che traccia un quadro del linguaggio figurativo sviluppatosi in Asia in seguito alle imprese del Macedone, pone inoltre le premesse dell'apertura del nuovo Museo d'Arte Orientale di Torino, prevista per la fine del 2008.

Dürer e l'Italia
10 marzo 2007 - 10 giugno 2007

L'esposizione, articolata per temi (Dürer e il ritratto italiano; Il rapporto con l'antichità classica; Il rapporto con l'uomo e la natura; Massimiliano I; Il pittore religioso; La fortuna delle opere di Dürer nella pittura italiana del Cinquecento e del Seicento), intende mettere in luce lo scambio che intercorse fra il pittore tedesco e l'Italia durante i suoi due soggiorni nel nostro Paese (forse 1494-1495 - ma le due date sono ancora discusse - e 1505-1507).

Kandinsky e l'Astrattismo in Italia 1930-1950
10 marzo 2007 - 24 giugno 2007

È ampia e coraggiosa la mostra che a Palazzo Reale racconta come la lezione di Kandinsky sia stata accolta dagli artisti italiani. Coraggiosa perché non si limita a descrivere il percorso del pioniere dell'astrattismo, ma ricostruisce anche l'immagine che di lui si poté formare la cultura italiana in un periodo particolarmente delicato: a Kandinsky guardarono infatti, tra entusiasmo e sospetti, gli astrattisti attivi a Milano e Como dalla metà degli anni trenta; senza alcuna significativa interruzione, le tesi del grande artista furono poi discusse anche dai rappresentanti della generazione successiva, affermatisi nel secondo Dopoguerra.

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