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Tombs of Illustrious Italians at Rome


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Presentazione del Volume Speciale del Bollettino d’Arte

“TOMBS OF ILLUSTRIOUS ITALIANS AT ROME”:
L’ALBUM DI DISEGNI RCIN 970334 DELLA ROYAL LIBRARY DI WINDSOR
di F. Federici e J. Garms

Interverranno
Salvatore Settis, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, Luciano Arcangeli

Mercoledì 7 marzo 2012 ore 18,00
Auditorium della British School at Rome – Via Gramsci, 61 – 00197 Roma


Bollettino d'Arte

Galleria fotografica

 

Testimonianza di un momento culturale e fonte per monumenti perduti: la raccolta di disegni sepolcrali di Windsor

L’arte sepolcrale di ogni tempo trova in Roma, com’è noto, uno dei suoi centri principali, sia per le peculiari condizioni di conservazione del patrimonio di scultura funebre capitolino, che per la millenaria forza di attrazione dell’Urbe, in cui nel corso dei secoli molti illustri personaggi si sono trasferiti, trovandovi poi la morte. In epoca post-classica, il particolare assetto socio-politico della città e soprattutto la natura di monarchia elettiva del papato hanno fatto sì che alle redini del potere si succedessero classi dirigenti che si rinnovavano con inedita celerità; ogni nuovo potente volle lasciare di sé splendida memoria, contribuendo così a stratificare un insieme di straordinaria ricchezza, che costituì a lungo un imprescindibile modello per l’arte funeraria di tutta l’Europa. E’ chiaro quindi come anche la cultura documentaria che ruota intorno a tale patrimonio e che ce ne ha lasciato testimonianza per mezzo di disegni e di incisioni meriti di essere considerata con la massima attenzione.

Il volume RCIN 970334 della Royal Library di Windsor, intitolato Tombs of Illustrious Italians at Rome, contiene quasi esclusivamente disegni di lastre tombali e di monumenti funebri romani, dovuti a più autori ed eseguiti con tecniche diverse. Entrato nelle collezioni reali inglesi nel 1762, insieme ai disegni e alle stampe provenienti dalla biblioteca Albani, dove era conservato almeno dal 1736, il volume fu erroneamente ritenuto fin dal suo arrivo in Inghilterra – se non già in precedenza – uno degli album di disegni che costituiscono il Museo Cartaceo di Cassiano dal Pozzo.

Il primo studioso a respingere il collegamento tra la raccolta di disegni sepolcrali e il celebre erudito fu, nel 1992, Ingo Herklotz, che giustamente propose di stabilire una connessione tra la silloge di Windsor e un gruppo di codici vaticani, riferiti sulla scorta di Forcella all’antiquario e collezionista Francesco Gualdi, nei quali si riscontra frequentemente la stessa scrittura presente a margine di molti disegni del volume RCIN 970334. L’ipotesi attributiva che ne consegue va tuttavia precisata, sulla base del fatto che la paternità di tali codici spetta, più che a Gualdi, ad un suo stretto collaboratore sinora poco noto, Costantino Gigli; pertanto anche nella genesi della raccolta di Windsor va attribuito a Gigli un ruolo determinante, benché non esclusivo.

Il volume della Royal Library rappresenta un unicum nel panorama delle ricerche erudite e delle campagne di documentazione della prima metà del Seicento e fornisce una vivida testimonianza del vigore e della varietà delle curiosità antiquarie che caratterizzarono gli ambienti colti romani in quell’epoca. La raccolta esula dagli interessi più diffusi per le antichità classiche e cristiane, i cui maggiori lasciti furono, rispettivamente, il Museo Cartaceo di Cassiano e la Roma sotterranea di Antonio Bosio; al centro dell’attenzione sono epoche più recenti, come la seconda metà del Cinquecento, rappresentata da un gran numero di monumenti parietali, e soprattutto gli ultimi secoli del Medioevo. Nella preferenza per tombe realizzate tra il Duecento e il Quattrocento il volume di Windsor costituisce una significativa testimonianza della fortuna del Medioevo nella Roma seicentesca e può essere accostato al trattato Delle memorie sepolcrali di Francesco Gualdi, alla cui realizzazione contribuì lo stesso Gigli.

L’altro principale motivo di interesse del volume della Royal Library consiste nel fatto che un buon numero dei monumenti raffigurati è andato perduto, mentre di altri si sono conservati solo frammenti, ricomposti o completati più o meno liberamente; ancora, alcune tombe sono state private di parti considerate non essenziali, ed altre sono state persino reimpiegate con funzioni diverse da quelle originali. Il volume, allora, non è solo un documento di un momento culturale, ma arricchisce la nostra conoscenza di una tipologia artistica – che peraltro a Roma è eccezionalmente ben rappresentata e conservata – e permette (sebbene con la cautela dovuta alle frequenti imprecisioni) di ricostruire l’aspetto originale di monumenti oggi mutilati.

(dall'Introduzione al volume)